16 lug

Praestigium Italia Contemporary Artists from Italy, Imago Mundi / Luciano Benetton Collection

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19 maggio al 21 giugno
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

  • Presentazione
  • Opera
  • Link

Abbiamo il piacere di invitarvi alla mostra Praestigium Italia Contemporary Artists from Italy, Imago Mundi/Luciano Benetton Collection, alla quale partecipa Ali Hassoun.

Opera in mostra a Praestigium Italia Contemporary Artists from Italy, Imago Mundi / Luciano Benetton Collection, alla quale partecipa Ali Hassoun
05 mar

Mediterraneo Contemporaneo

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Diciannove artisti tra identità e differenze
a cura di Antonio d’Avossa
Arsenale Mediterraneo delle Arti Contemporanee – Taranto

  • Artisti Presenti
  • Introduzione
  • Opere
  • Rassegna Stampa
  • Video
Ali Assaf, Marco Bagnoli, Mrdjan Bajic, Mario Bottinelli Montandon, Davide Bramante, Diergo Esposito, Melih Gorgun, Petrit Halilaj, Ali Hassoun, Alexandros Kiriakides, Jean Louis Kolb, Dimitris Kozaris, Luigi Mainolfi, Antonio Riello, Rivka Rinn, Amparo Sard, Medhat Shafik, Jelena Vasiljev, Ben Vautier. 

La mostra intende offrire un vasto e diversificato panorama della produzione artistica proveniente dai Paesi del Mediterraneo inteso come realtà geografica culturale e antropologica. A sottolineare il multilinguismo e le diversità politiche e religiose partecipano in primo luogo gli artisti che praticano i più diversi linguaggi dell’espressione artistica: pittura, scultura, installazione, fotografia, video. La mostra vuole dimostrare anche la possibilità di convivenza all’interno dello stesso spazio e della stessa idea di questi diversi linguaggi. Inoltre gli artisti appartengono a differenti generazioni anche questo a dimostrare che nel tempo il dialogo delle arti non muta. Tutti gli artisti hanno un curriculum internazionale ed alla maggior parte di essi è stato richiesto di realizzare un’opera destinata a questa esposizione. Alcuni tra loro sono stati più volte presenti nelle più prestigiose rassegne internazionali come Documenta di Kassel o la Biennale di Venezia e loro opere sono conservate dai più grandi Musei del mondo. Tuttavia ciò che caratterizza la mostra non è il criterio geografico, peraltro estremamente anacronistico ed abusato, quanto piuttosto le problematiche espresse dalla geopolitica del Mediterraneo Contemporaneo. Per questo sono le opere scelte e gli artisti che parlano.

A. d’A.

http://www.alihassoun.it/pdf/2006/mediterraneo.pdf

coming soon..
05 mar

Re-Thinking Beirut video-installazione

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Arte e Società, un progetto di aMAZElab
Triennale – Milano

  • Comunicato Stampa
  • Video Installazione
  • Video
Non disponibile

Coming soon
05 mar

La Nuova Figurazione Italiana – To be continued

a cura di Chiara Canali
Fabbrica Borroni – Milan
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  • Artisti
  • Presentazione
  • Opera
Debora Hirsch Daniela Montanari

Alì Hassoun

Elisabetta Vignato

Marco Grassi  

http://www.alihassoun.it/pdf/2007/nuovafigurazione.pdf

05 mar

Italia – Italy

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Artisti Arabi tra Italia e Mediterraneo
a cura di Martina Corgnati
Damasco – Beirut – Cairo

  • Testi
  • Opere
  • Location
  • Rassegna stampa
  • Video

Da Ghazieh, villaggio sciita alle porte di Sidone nel sud del Libano, a poco più di diciotto anni, mi sono ritrovato in un battere d’occhio a Siena. Il fascino della Toscana provocava nella mia immaginazione continui viaggi ed i ricordi dell’infanzia libanese si sovrapponevano alla vista delle strade di Firenze o alle crete senesi. Era come se mi trovassi sospeso al di fuori del tempo. Avevo accantonato la realtà del mio triste vissuto della guerra del Libano per immergermi in una storia nuova, cercando di assorbire ed imparare tutto ciò che riguardava questo paese, la sua lingua, la sua storia e cultura. Il suono delle campane rassicurava il mio bisogno di spiritualità e spesso mi trovavo a meditare in qualche chiesa di città o di campagna. Finiti gli studi universitari e ottenuta la cittadinanza italiana, le contraddizioni e il dualismo identitario che vivevo sotto la protezione senese erano arrivati al punto rottura. Decisi di fare le valigie e sradicarmi di nuovo, questa volta per quel di Milano e per fare il pittore di professione. La mia scelta fu rafforzata dall’incontro con Aldo Mondino, avvenuto in occasione della sua mostra senese. Aldo, artista di grande valore e uomo molto semplice, mi incoraggiò a trasferirmi al “nord”. Il suo interesse per il mondo musulmano mi faceva ritrovare la forza di dipingere quel che avevo tenuto in serbo nella mia intima coscienza. Probabilmente le tensioni del passaggio del millennio e gli scontri che continuavano a prodursi a livello mondiale incidevano molto su di me e sull’ambiente in cui vivevo. Senza accorgermi e a forza di cercare di conoscere me stesso, incominciavo a conoscere Allah. Ho intrapreso il cammino dei sufi lucidando lo specchio del cuore finendo per accettare la mia identità plurale. Da questa esperienza sono scaturite le tele con gli sfondi che riprendevano gli affreschi di Michelangelo e Raffaello o i quadri delle Piazze d’Italia di De Chirico. Nel misticismo islamico, la creatività e la bellezza sono due aspetti sublimi della Divinità. Far Arte per me oggi non significa più soltanto decorare le pareti delle moschee o dei Palazzi del potere ma pensare e ripensare la propria cultura portandola al rinnovamento. In fin dei conti io e Aldo Mondino abbiamo avuto un percorso simile ma da punti di partenza diversi, come ricordava lui stesso nel presentarmi al pubblico milanese nel 1998: ” Cosa farei se invece di essere nato a Torino, io fossi nato a Beiruth?…..”

Ali Hassoun – Milano, dicembre 2007

 

05 mar

Convergenze Mediterranee

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Artisti Arabi tra Italia e Mediterraneo
a cura di Martina Corgnati
Palazzo Montecitorio
Roma

  • Testi
  • Opere
  • Location
  • Video
  • Rassegna Stampa

Da Ghazieh, villaggio sciita alle porte di Sidone nel sud del Libano, a poco più di diciotto anni, mi sono ritrovato in un battere d’occhio a Siena. Il fascino della Toscana provocava nella mia immaginazione continui viaggi ed i ricordi dell’infanzia libanese si sovrapponevano alla vista delle strade di Firenze o alle crete senesi. Era come se mi trovassi sospeso al di fuori del tempo. Avevo accantonato la realtà del mio triste vissuto della guerra del Libano per immergermi in una storia nuova, cercando di assorbire ed imparare tutto ciò che riguardava questo paese, la sua lingua, la sua storia e cultura. Il suono delle campane rassicurava il mio bisogno di spiritualità e spesso mi trovavo a meditare in qualche chiesa di città o di campagna. Finiti gli studi universitari e ottenuta la cittadinanza italiana, le contraddizioni e il dualismo identitario che vivevo sotto la protezione senese erano arrivati al punto rottura. Decisi di fare le valigie e sradicarmi di nuovo, questa volta per quel di Milano e per fare il pittore di professione. La mia scelta fu rafforzata dall’incontro con Aldo Mondino, avvenuto in occasione della sua mostra senese. Aldo, artista di grande valore e uomo molto semplice, mi incoraggiò a trasferirmi al “nord”. Il suo interesse per il mondo musulmano mi faceva ritrovare la forza di dipingere quel che avevo tenuto in serbo nella mia intima coscienza. Probabilmente le tensioni del passaggio del millennio e gli scontri che continuavano a prodursi a livello mondiale incidevano molto su di me e sull’ambiente in cui vivevo. Senza accorgermi e a forza di cercare di conoscere me stesso, incominciavo a conoscere Allah. Ho intrapreso il cammino dei sufi lucidando lo specchio del cuore finendo per accettare la mia identità plurale. Da questa esperienza sono scaturite le tele con gli sfondi che riprendevano gli affreschi di Michelangelo e Raffaello o i quadri delle Piazze d’Italia di De Chirico. Nel misticismo islamico, la creatività e la bellezza sono due aspetti sublimi della Divinità. Far Arte per me oggi non significa più soltanto decorare le pareti delle moschee o dei Palazzi del potere ma pensare e ripensare la propria cultura portandola al rinnovamento. In fin dei conti io e Aldo Mondino abbiamo avuto un percorso simile ma da punti di partenza diversi, come ricordava lui stesso nel presentarmi al pubblico milanese nel 1998: “Cosa farei se invece di essere nato a Torino, io fossi nato a Beiruth?…..”

Ali Hassoun – Milano, dicembre 2007

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http://www.alihassoun.it/pdf/2009/sole.pdf 
 
04 mar

63° Premio Michetti

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Palazzo San Domenico, Museo Michetti.